Il Cretto di Burri e le Orestiadi di Gibellina: L’Arte Contemporanea Rinata dalle Macerie

Nel cuore della Valle del Belìce, la storia di Gibellina rappresenta uno degli esempi più straordinari di rinascita culturale e artistica del XX secolo. A seguito del devastante terremoto del 1968, il sindaco Ludovico Corrao chiamò a raccolta i più grandi artisti e architetti dell’epoca per ricostruire la città attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Il simbolo più imponente ed emotivo di questo progetto è il Cretto di Alberto Burri: una gigantesca opera di Land Art realizzata sulle macerie della vecchia Gibellina. Burri ha ricoperto le rovine con una colata di cemento bianco solcata da spaccature che ricalcano il vecchio tracciato stradale della città scomparsa, trasformando il dolore di una tragedia in un monumento alla memoria di valore universale.

Poco distante, nella nuova Gibellina, hanno sede la Fondazione Orestiadi e il Museo d’Arte Contemporanea en plein air, che ospita sculture e opere di artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra e Mimmo Paladino. Ogni estate, il festival delle Orestiadi propone spettacoli teatrali, concerti e installazioni che celebrano l’incontro tra le culture del Mediterraneo.

Visitare Gibellina e partecipare ai suoi eventi d’arte significa compiere un itinerario ideale tra memoria, architettura d’avanguardia e creatività contemporanea in uno scenografico museo a cielo aperto.

Previous Post
Next Post
La Cucina Siciliana