Nessuna storia imprenditoriale incarna il mito della Sicilia borghese e industriale quanto quella dei Florio. Giunti a Palermo dalla Calabria alla fine del Settecento come semplici droghieri, nell’arco di poche generazioni Ignazio e Vincenzo Florio edificarono uno dei più imponenti e diversificati imperi economici d’Europa.
La loro visione abbracciava molteplici settori: dalla pesca e conservazione del tonno (con l’invenzione della tonnara industriale di Favignana e del tonno sott’olio in scatola di lattone) alla produzione del vino Marsala d’eccellenza nelle Cantine Florio. La flotta della Navigazione Generale Italiana domina i traffici marittimi del Mediterraneo e dell’Atlantico, mentre la Fonderia Oretea rifornisce di macchinari e carpenteria metallica l’intera nazione.
Accanto all’intuito commerciale, i Florio legarono indissolubilmente il proprio nome al mecenatismo e allo stile: finanziarono la costruzione del Teatro Massimo, promossero lo stile Liberty (con l’architetto Ernesto Basile) e inventarono la mitica Targa Florio, la corsa automobilistica più antica del mondo.
Ripercorrere l’epopea della famiglia Florio significa comprendere come l’intuito imprenditoriale e la modernità abbiano saputo proiettare la Sicilia al centro dell’economia globale.
