Se il cannolo è il re, la Cassata Siciliana è indubbiamente la regina della tavola festiva dell’isola. Nata originalmente durante la dominazione araba (il termine deriva dall’arabo qas’at, la conca in cui si lavorava l’impasto), la cassata si è evoluta nel corso dei secoli attraverso l’epoca normanna e barocca, trasformandosi in una vera e propria scultura gastronomica colorata ed scenografica.
La struttura base della cassata al forno si è trasformata nella celebre versione a freddo composta da un disco di pan di Spagna inumidito con liquore o maraschino, intervallato da un ricco strato di crema di ricotta di pecora zuccherata con gocce di cioccolato. Il bordo esterno viene decorato con un’alternanza di pan di Spagna e tasselli di pasta reale (pasta di mandorle) di colore verde chiaro.
La copertura superiore è realizzata con una glassa di zucchero bianca (il “naspro”), su cui i maestri pasticceri adagiano elaborate composizioni di frutta candita intera: zuccata, arance, fichi, ciliegie e capelli d’angelo ricamati con la ghiaccia reale.
Oltre alla versione classica monumentale, diffusissima è anche la “cassatina” monoporzione o le storiche “minne di Sant’Agata” di Catania (ispirate alla martire patrona della città). La cassata siciliana è una sintesi visiva e gustativa dell’opulenza barocca dell’isola, capace di conquistare occhi e palato con la sua dolcezza avvolgente.
